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Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Marzo 2011 20:57

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Antonia Masanello



In allegato un saggio su Antonia Masanello, gentilmente messo a disposizione dal Sindaco di Cervarese S. Croce (PD), scritto da Alberto Espen, responsabile della biblioteca comunale del comune in parola.


L’associazione Agorà del presidente Domenico De Felice, con sede in Piazza Di Monaco nel rione Sant’Andrea, avvalendosi anche della collaborazione di giovani del rione ha realizzato presso l’Istituto Angiulli di Santa Maria Capua Vetere una vera e propria simulazione di quanto accadeva in campo garibaldino con tanto di giovani figuranti che hanno indossato una perfetta riproduzione della divisa dei Mille. Proprio in occasione della patriottica ricorrenza si è  reso  omaggio ad una figura agli occhi dei più rimasta in sordina, ma che rappresenta la forza delle donne, ovvero l’unica vera eroina garibaldina, Antonia Masanello. Nata a Cervarese S. Croce, in provincia di Padova, si arruolò sotto mentite spoglie per seguire il marito, e combattè con tale forza da guadagnarsi il grado di Caporale e il congedo con onore. Si contraddistinse per coraggio e disinvoltura e di Tonina, come la chiamavano, si è detto che avrebbe potuto comandare un battaglione se la sua condizione di donna non gliel’avesse impedito. Le sue spoglie attualmente si trovano presso il cimitero fiorentino di Trespiano ed a lei il responsabile della biblioteca comunale di Cervarese ha dedicato un saggio che il sindaco del paese natale dell’eroina, ha messo a disposizione in anteprima sul portaleAgorà, elogiando questa associazione per le ricerche condotte e l’evento organizzato. Toccante anche l’epitaffio dettato dal poeta del Risorgimento Francesco Dall’Ongaro e impresso sulla lapide di Antonia Masanello:
L’abbiam deposta la Garibaldina
All’ombra della Torre di San Miniato
Con la faccia rivolta alla marina
Perché pensi a Venezia, al lido amato.
Era bionda, era bella, era piccina ma avea
Cor di leone e di soldato.
E se non fosse che era donna
Le spalline avrea avute e non la gonna
E poserebbe sul funereo letto
Con la medaglia del valor sul petto.
Ma che fa la medaglia e tutto il resto?
Pugnò con Garibaldi, e basti questo!”
Un’occasione unica quindi, data dall’Agorà, per riscoprire, accanto alle tante figure maschili che circondarono l’eroe dei due mondi, anche l’importante ruolo delle donne, vere e proprie eroine pronte a dare la vita per fare l’Italia.



Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2011 16:54